Documento di trasporto: cos’è, a cosa serve e in quali casi è richiesto?

I prodotti che vengono consegnati ad un cliente devono essere accompagnati dal documento di trasporto, noto anche come DDT; questo documento è stato introdotto nel 1996, prendendo il posto della vecchia bolla di accompagnamento. Ma cos’è di preciso e a cosa serve il documento di trasporto? Cerchiamo di scoprirlo e vediamo anche in quali casi è richiesto.

RICHIEDI UN FINANZIAMENTO ONLINE

Cos’è e come è fatto un documento di trasporto

Come sempre iniziamo con una definizione: il documento di trasporto è un documento che deve essere redatto in duplice copia (una viene trattenuta dal cedente e l’altra viene consegnata al cessionario) che contiene i seguenti elementi:

  • il numero progressivo;
  • la data di consegna;
  • le generalità delle due parti e dell’eventuale soggetto terzo a cui è stato affidato il trasporto;
  • la natura, la quantità e la qualità dei beni.

Non è obbligatorio che i beni trasportati viaggino accompagnati dal documento cartaceo: se è così il documento può essere spedito anche separatamente, ma entro le 24:00 del giorno della consegna tramite posta, corriere, fax o come documento informativo.

In quali casi è richiesto il documento

È obbligatorio emettere il documento di trasporto in due precise circostanze:

  • quando ci si vuole avvalere della fatturazione differita;
  • in caso di movimentazione di beni a titolo non translativo della proprietà.

Quando c’è una cessione di beni mobili la fattura deve esser emessa entro termini diversi a seconda della presenza o meno del DDT: in caso di fatturazione immediata non c’è il documento di trasporto e l’emissione deve avvenire entro le 24:00 del giorno di consegna; la fatturazione differita invece può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna, ma solo se la movimentazione di beni è comprovata da un documento di trasporto.

Obbligo di conservazione e clausole

Come per gli altri documenti rilevanti ai fini IVA, anche per il documento di trasporto è previsto l’obbligo di conservazione fino a quando non sono definiti gli accertamenti relativi al periodo di imposta corrispondente; per quanto riguarda i fini civilistici invece è previsto che il documento venga conservato sia dall’emittente che dal destinatario per un periodo di dieci anni dalla loro emissione. Nel caso in cui le merci vengano trasportate per fini diversi dalla vendita è necessario apporre sul documento l’espressa indicazione della causale non traslativa della proprietà (altrimenti il DDT sottintende automaticamente il passaggio di proprietà del bene trasportato); qualche esempio di causali di questo tipo sono: conto visione, prestito d’uso, conto lavorazione, omaggio, reso, tentata vendita, conto riparazione.

Puoi leggere anche: