Trading automatico: i rischi per i listini europei

In queste ore si torna a parlare di trading automatico in seguito all’inchiesta portata vanti da repubblica.it  che svela come il trading automatico superveloce sia un fenomeno in forte crescita in Europa, al contrario di ciò che avviene in Usa dove è stata introdotta una severa regolamentazione in merito.

trading automatico

Ovviamente questa tipologia di trading è riservata ai grandi gruppi di investimento capaci di disporre di software e strumentazione di ultimissima generazione. Un modo di speculare che rischia di mandare in tilt i mercati finanziari.

Rischi del trading automatico ultra veloce

I rischi li corrono sopratutto i normali trader che provano, ogni giorno, a cimentarsi con le difficoltà sui mercati finanziari. Grazie a dei mezzi super tecnologici, infatti, questi gruppi di investimento riescono a far apparire e sparire degli ordini (cancellandoli dla sistema prima che vengano eseguiti) influenzando il mercato.

Questi enormi flussi di denaro continuano a crescere di giorno in giorno e si stima che solo in Europa oltre il 20% degli scambi sia ad opera di questi software. Uno dei mercati finanziari più colpiti è, neanche a dirlo, Piazza Affari con oltre il 30% degli scambi.

Il rischio più grande è quello di falsare, oltremodo, il mercato spingendo i trader a prendere delle posizioni che si riveleranno, poi, errate.

Come proteggersi dal trading automatico

Per prima cosa bisogna evitare di leggere i book quando si investe. Anche se si tratta di uno strumento utile per capire gli ordini che vengono piazzati sul mercato, in questo contesto diventerebbe furviante.

Inoltre bisogna cercare di investire solo in funzione di un’approfondita analisi evitando i titoli speculativi e andandosi a cercare quelle piccole gemme dal grande potenziale dove vengono fatti pochi scambi e, proprio per questo, non attirano la massa di denaro della speculazione.

Nel complesso il consiglio è quello di investire solo le somme di denaro che si possono realmente perdere, ossia una minima parte rispetto a quelli che sono i propri risparmi complessivi. In questo modo si riuscirà a gestire meglio il proprio capitale.