Piazza Affari, i dividendi indeboliscono il FTSE Mib

Le Borse europee aprono la settimana in leggero rialzo, solo Piazza Affari registra un lieve calo sul Ftse Mib, intorno all’1,5%, dovuto allo stacco delle cedole. Diverse, infatti, le compagnie che pagano i dividendi agli azionisti, tra queste Eni, Mediaset, Luxottica e diversi istituti di credito. Gli altri listini europei restano invece intorno alla parità, con pochi cambiamenti apprezzabili.

Sul piano dell’analisi fondamentale, lo scenario resta bene o male immutato, con la crisi ellenica a catalizzare l’attenzione degli investitori grazie alle trattative tra l’amministrazione Tsipras e i creditori. La liquidità di cassa dovrebbe consentire alla Grecia di portare avanti la gestione ordinaria ancora per qualche settimana.

Passiamo invece al forex segnalando un leggero recupero del dollaro dopo la performance in declino della settimana scorsa. I dati macro hanno infatti zavorrato il biglietto verde, che ha manifestato grande debolezza dopo la diffusione di alcuni dati macroeconomici di rilievo.

Consumi delle famiglie americane, fiducia dei consumatori e produzione industriale hanno infatti favorito le vendite della divisa statunitense. Importanti dati macro, soprattutto per il Vecchio Continente, saranno diffusi nel corso di questa settimana. Questa ottava consigliamo di tenere d’occhio le cifre sull’inflazione sia di Eurolandia che degli Stati Uniti. Gli indici di fiducia in Germania (ZEW e IFO) potrebbero facilmente influenzare l’andamento dei prezzi del mercato valutario in caso di risultati lontani dalle aspettative.

All’interno del video, una dettagliata analisi tecnica comprensiva di livelli utili per il trading relativi al cambio Eur/Usd (comunemente detto euro-dollaro) e al cambio tra dollaro e yen.

Interessanti opportunità di trading sull’indice Eurostoxx. L’eventuale mantenimento al di sopra dei supporti compresi tra 3500 e 3430 sarebbe da valutare come un segnale positivo. Tali aspettative di crescita sarebbero confermate con il superamento della resistenza a 3670, oltre alla quale si creerebbero i presupposti per un’ascesa verso 3840. Discorso ben diverso in caso di cedimento dei sostegni menzionati in precedenza, preludio a un ribasso verso 3300.