Peccati capitali di un forex trader

forexIl web straborda di consigli utili a migliorare il rendimento della tua strategia, quando sarebbe invece più fruttuoso concentrarsi su quelle abitudini che danneggiano la performance. Non si tratta di una lista lunga, ma comprende punti fondamentali per inseguire la stabilità dei profitti in un mercato così volatile come quello valutario.

Quella in oggetto è una piazza di scambio dalle fluttuazioni veloci (puoi usare la piattaforma IG per verificare l’andamento del mercato forex quasi in tempo reale), molto liquido, sicuramente il principale obiettivo per milioni di traders, banche, imprese multinazionali e speculatori a vario titolo. Ogni giorno il foreign exchange market movimenta in media 4.000 miliardi di dollari. Un volume enorme di transazioni: basti pensare che il mercato azionario americano movimenta ‘solo’ 10 miliardi di dollari al giorno.

I profitti possono essere ricchi e i rischi sono decisamente più elevati nel caso in cui si adottino metodologie sbagliate o si indulga nei seguenti peccati capitali del trader.

La tua strategia è completamente in mano a un software.

La tecnologia mette a disposizione del trader molti strumenti: dai sistemi di tracciatura dei grafici agli strumenti di analisi tecnica fino all’automazione dell’apertura degli ordini. Sebbene non sia di per sé sbagliato sfruttare questi aiuti, bisogna assolutamente evitare di delegare completamente l’elaborazione della strategia ai supporti informatici.

Non hai nessuno storico.

Fare trading, come molte altre attività, prevede una componente di apprendimento continuo che non deve essere ignorata. L’esperienza può fare la differenza in moltissime occasioni, ma spesso i trader sottovalutano i vantaggi insiti nella gestione di un diario di trading. La natura ciclica dei mercati mostra di per sé l’utilità di questo strumento, ma il peccato capitale consiste soprattutto nella scarsa analisi delle contrattazione effettuate in passato. Un trade andrebbe studiato soprattutto quando è finito in perdita in modo da evitare di ripetere lo stesso errore. Aprire un diario di trading non è sufficiente: ricorda di tenerlo aggiornato!

Nessuna gestione del rischio.

L’espressione “giocare in borsa” è stata probabilmente foriera di uno stereotipo molto longevo che vede gli investimenti finanziari messi sullo stesso piano di una monetina infilata in una slot machine. Aprire una posizione nel forex non è paragonabile al gioco d’azzardo, anche se nel caso del trading le perdite possono eccedere l’investimento iniziale. Ogni trader dovrebbe includere nella sua strategia gli accorgimenti opportuni (come lo stop loss) per ridurre il rischio. Un trader dovrebbe sempre analizzare il rapporto rischio/ricompensa.

Infedeltà al programma.

In questo caso non parliamo solo di un peccato veniale: il programma di trading che abbiamo definito non sarà forse un testo sacro, ma che senso ha deviare di continuo dal percorso stabilito? In primo luogo, con continue virate non potrai mai capire se il tuo piano di trading è corretto o meno. In secondo luogo, non devi considerare il trading come l’occasione per diventare ricchi con un’unica transazione. Piazzare un ordine non equivale ad acquistare un biglietto della lotteria! Un trader insomma dovrebbe guardare solo ai guadagni di lungo periodo e questi dipendono dal piano di trading che ha elaborato. Questo ragionamento è valido in generale e soprattutto nel caso del forex, che è un mercato molto mutevole. Inutile cambiare direzione a ogni minimo cambiamento dei mercati: non ti aiuterà a massimizzare i profitti.

Reagire emotivamente.

Il trading è un’attività razionale frutto di un’analisi logica. Facile a dirsi, ma molto piú complicato da applicare! Questo peccato capitale si compone di una serie di peccati veniali, come ad esempio aprire una posizione subito dopo averne chiusa una in perdita solo per recuperare il denaro perso. Soprattutto sapere quando fermarsi è la qualità che distingue il trader maturo dal principiante. Anche reagire in maniera eccessiva ai profitti può danneggiarti nel lungo periodo, perché influenza la tua percezione dei mercati e deforma le tue aspettative.