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Investire in titoli di stato italiani

btpNella galassia delle possibilità d’investimento, un posto particolare lo hanno da sempre ricoperto i titoli di Stato. Un po’ perché considerati uno strumento sicuro con il quale maturare dei buoni rendimenti, un po’ per spirito patriottico di credere sempre nelle capacità del proprio paese, i titoli di Stato italiani sono sempre andati piuttosto bene, nelle locazioni ai privati.

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In questo momento storico, i titoli di Stato italiani non concedono molto margine tolto il pagamento delle tasse, con i tassi di interesse ai minimi grazie alle politiche monetarie della BCE. Basti pensare che tra i titoli di Stato italiani che rendono di più, ci sono quelli a dieci anni che al momento vengono collocati con un margine dell’1,41%.Figuriamoci quelli a un anno o tre.

Comunque, anche in un momento come questo è possibile guardare a questo tipo di investimenti, come ad una sicurezza, e monitorare il mercato in attesa di condizioni più favorevoli. Ma quanti sono i tipi di titoli emessi dallo Stato?

TIPOLOGIE DI TITOLI EMESSI DALLO STATO ITALIANO

Tra i titoli emessi dallo Stato italiano, sicuramente i più famosi sono i BOT, cioè buoni ordinari del Tesoro. Si tratta di titoli emessi con scadenza a tre, sei o 12 mesi, che presentano un rendimento di norma molto basso dato lo scarso grado di rischio del prodotto finanziario, al quale bisogna detrarre l’aliquota fiscale portata dal governo Renzi al 26% e le eventuali commissioni dell’istituto presso il quale si sottoscrivono.

Le possibilità di guadagno sono molto ridotte, ma nella diversificazione di un portafoglio possono rappresentare una quota degli investimenti più sicuri, a copertura di quelli a rischio maggiore.
Poi esistono i CTZ, o certificati del Tesoro Zero Coupon, che hanno una scadenza di 18 o 24 mesi, con un rendimento più alto rispetto ai BOT, al quale va sempre detratta l’aliquota fiscale al 26% e le eventuali commissioni bancarie. Si tratta di un prodotto finanziario leggermente più rischioso rispetto ai BOT, sul quale bisogna prestare maggiore attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’inflazione.

Un’altra tipologia sono i BTP, i buoni del Tesoro poliennali, con scadenza a 3, 5, 10 e 30 anni, che offrono un tasso di interesse a rendimento fisso, pagato semestralmente, il cui rendimento di norma è leggermente più alto delle altre tipologie.

Infine ci sono i CCT, i certificati di credito del Tesoro, che hanno una durata di 7 anni, con il pagamento degli interessi semestrale dato dal rendimento dei buoni ordinari del Tesoro a sei mesi.
Un altro tipo di prodotto poco conosciuto sono i certificati di credito del Tesoro, CC Teu, dalla durata di 7 anni o comunque non inferiore a 5 anni, che pagano gli interessi semestralmente. Il tasso pagato è quello Euribor a sei mesi maggiorato di uno spread variabile, dovendo calcolare anche lo scarto d’emissione.

Titoli di Stato opinioni

I titoli emessi dallo Stato italiano sono diversi, e permettono al paese di reperire liquidità per finanziare la sua spesa corrente e gli investimenti. Per quanto riguarda gli investitori, le possibilità per portare a casa dei rendimenti ci sono, certo, si tratta di cifre modeste, soprattutto per quelle tipologie di titoli che presentano un alto margine di sicurezza nei confronti dell’investimento effettuato.

Di norma, investire in titoli di Stato può essere una strategia vincente in una diversificazione del proprio portafoglio, con rendimenti bassi ma dal margine di rischio quasi nullo. È importante conoscere i vari tipi di titoli offerti dal mercato, per sapere esattamente su quale puntare i propri investimenti.

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