Dall’ambiente i 300 miliardi di investimenti per favorire la crescita futura dell’economie europee

In occasione del recente incontro tenutosi a Bruxelles e che ha visto la partecipazione di ben 28 ministri economici europei con il fine di convergere verso la creazione di un unico Fondo Europeo di Investimenti Strategici (EFSI) in grado di dare nuovo slancio all’economia nazionale dei Paesi, l’Organizzazione WWF, associazione onlus a tutela dell’ambiente e delle specie a rischio, ha presentato alla platea internazionale un dossier che analizza l’effettiva efficienza economica proveniente da un progresso ambientale corretto e sostenibile.

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L’attacco di Sébastien Godinot, tra gli autori del rapporto sull’ambiente, si rivolge al Presidente Jean-Claude Juncker, attuale Presidente della Commissione europea e l’artefice dell’iniziativa di collaborazione monetaria per istituire il Fondo di investimento comune.

Il suo è un invito abbastanza esplicito: “Invece di perseguire il solito trend di crescita i leader europei dovrebbero stare più attenti ai veri sintomi delle nostre economie malate: l’impoverimento delle risorse naturali e la mancata considerazione di questa straordinaria ricchezza da parte dei mercati. Il messaggio è molto semplice: nessuna economia può svilupparsi senza risorse naturali”.

D’altronde le conclusioni dello studio condotto e presentato a Bruxelles confermano come, sulla base di analisi e dati di contingenza storica e finanziaria, costruire un’economia sostenibile potrebbe compensare ampiamente i costi di dismissione dell’economia attuale, la cosiddetta “brown economy” a favore di una più etica e costruttiva “green economy”.

300 miliardi di euro e oltre 20 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, sono queste le risorse economiche, sociali e d’impiego che un piano d’intervento a favore delle nuove economie sostenibili sarebbe in grado di generare. Obiettivo primo del programma, però, è la valorizzazione del capitale Ambiente e l’inserimento costruttivo di ogni risorsa (naturale) all’interno dei processi politici decisionali nonché dei piani di programmazione economica dei Paesi.

La realizzazione di economie europei sostenibili è possibile attraverso un programma da realizzare in cinque fasi susseguenti (culminanti nel 2050), ma in grado di garantire, già nei prossimi cinque anni, una crescita importante e solida dell’economia europea. Il Rapporto WWF “From crisis to opportunity: five steps to sustainable european economies” o “Dalla crisi all’opportunità: Cinque passi verso economie Europee sostenibili” evidenzia i cinque ambiti primari dell’azione comunitaria: clima, gestione delle risorse, politiche fiscali, rapporti internazionali, strategia globale d’attuazione.

Cinque step d’intervento utili a raggiungere il goal di un’economia europea sostenibile in grado di migliorare la qualità (economica e sociale) della vita all’interno, però, dei limiti naturali imposti dal nostro ecosistema mondiale.